Dal toro sacrificato nella Creta minoica al culto del toro Apis in Egitto al ritratto sacrificale presente nel mitraismo romano, il toro era parte integrante di moltissime e importanti tradizioni religiose e di diverse culture, distanziate tra loro dal tempo e dallo spazio. Pitture rappresentanti i tori sono state rinvenute sulle pareti settentrionali dei santuari che sono assimilabili alle grotte del Paleolitico.

Molti dipinti raffigurano anche giovani acrobati che giocano e saltano sulle spalle dei grossi animali. Oltre a queste antiche pitture, nei santuari furono rinvenute anche teste di tori realizzate in gesso.

I teschi e le corna di questi animali furono usati anche per decorare i santuari dove si svolgevano i culti. Sono state trovate anche scene di sacrifici di tori incise finemente su sigilli sumeri. Molti culti successivamente avrebbero usato il toro come oggetto principale dei sacrifici rituali, specialmente quelli legati al Sole, come nel mitraismo romano. Il toro e il leone sono stati spesso rappresentati come creature alate che simboleggerebbero il potere reale, e venivano posti solitamente a guardia dei palazzi imperiali.

Per i babilonesi in particolare, le corna del toro venivano messi in correlazione con il simbolo della mezzaluna. Ora lascia che la mia ira si accenda contro di loro e li distrugga. Gli si raccolsero intorno tutti i figli di Levi. Sono stati rinvenuti anche notevoli affreschi in ceramica ancora perfettamente intatti — oggi custoditi al museo archeologico di Candia — che rappresentano scene di giochi con i tori, processioni ecc.

I muri erano ricoperti da intonaci affrescati con soggetti marini, combattimenti con tori e motivi geometrici datati intorno al 2.

Gli oggetti ivi esposti provengono principalmente dal periodo preistorico minoico che prende appunto il nome dal leggendario re di Creta Minosse. A Creta, in un sarcofago situato ad Aghia Triada, sembrerebbe rappresentato un sacrificio rituale con un toro.

Questa scena secondo gli studiosi potrebbe rappresentare un rituale in cui il sangue del toro fu usato come simbolo della rinascita per un defunto.

Il fratello Fenix, dopo varie e infruttuose ricerche, divenne il capostipite dei Fenici. Europa divenne dunque la prima regina di Creta. Ella ebbe da Zeus tre figli: Minosse, Radamanto e Sarpedonte, che vennero in seguito adottati da suo marito Asterione re di Creta. La prima testimonianza del culto del toro in Egitto risale al periodo pre-dinastico e si trova in una tomba situata a Hierakonopolis.

La tomba in particolare comprendeva circa di queste teste. Dunque Il cranio del toro aveva chiaramente un significato speciale per gli antichi egizi della prima dinastia.

dea madre dei cretesi

Il nuovo Apis sarebbe stato portato a Memphis dove sarebbe stato mantenuto nel lusso dal sacerdozio. Ci sono prove che questi tori sacri furono sepolti nel Bucheum fin dal a. Come Api, possedeva una mandria sacra. A Roma il toro era una vittima sacrificale ma anche un simbolo di rigenerazione.

Molto poco si sa sui riti effettivi di questo culto. Nel mithraismo il toro rappresenta la Luna, simbolo della morte e della rinascita. Anche in Egitto, dove il toro Apis era adorato e trattato con riverenza, il sacrificio era molto diffuso.

Spargere il sangue di questo animale era un atto considerato sacro che avrebbe portato rinascita e salvezza ai partecipanti al rituale. A volte Enki ed Enlil erano ritratti anche con fattezze di toro nei sigilli e in alcune statue. Nelle successive culture mesopotamiche, il toro assunse significati simbolici secondari. Il culto del toro come abbiamo visto era comune in molte culture. Lascia un commento Annulla risposta Oppure accedi con:. In questo sito si utilizzano cookies per migliorare l'esperienza di navigazione.I soggetti di questi affreschi in miniatura sono religiosi.

Va confrontato con le tre Dame in blu. Le sacerdotesse sono in attesa di qualcosa che dovrebbe avvenire. Come se in carne ed ossa il potere sacro non avesse idola maschili. E questa potenza avvolgeva la regina. Interpretazione stimolante, oltre lo sguardo curioso e erudito delle manifestazioni di genere, capace di accogliere la ricerca storica rilanciando significati che dovrebbero interessare tutti, sia le donne che gli uomini.

Storia di Creta Le prime testimonianze storiche a Creta risalgono al neolitico.

Un culto della dea madre all’origine della religione greca?

Intorno al a. Gli antichi palazzi sorgevano nei luoghi migliori della fertile isola. I caratteri architettonici riconducono alla tipica costruzione mediterranea. I megaron che portavano alle stanze dei regnanti erano immediatamente raggiungibili e scaldati dai bracieri mobili. Come un labirinto. Nella grande corte del palazzo di Festo vediamo che nei sotterranei erano collocati i magazzini dove erano custoditi grandi pithoi pieni di olio, cereali, olive.

E' stata ritrovata la vasca da bagno nel piccolo servizio visibile nel fondo della stanza. Un corridoio con scala divide la stanza della regina e la stanza del re.

Questi primi palazzi vennero distrutti intorno al a. Dopo la grande civilizzazione minoica dalA. La popolazione micenea aveva tuttavia appreso da Creta quasi tutto quello che mancava a una cultura nordica e guerriera. Le ceramiche diventano piu' affrettate e di maniera.

I palazzi vengono distrutti. Nel periodo che segue cade il silenzio.

Madre Dea: le divinità femminili. Documentario.

La storia ricomincia a parlare verso il IX secolo, periodo nel quale dovrebbero essere stati scritti i poemi omerici, una fra le tante epopee probabilmente, piu' nota e forse bella di altre.

La storia di Creta prosegue nei secoli successivi collegata alla storia della Grecia arcaica e classica. Si tratta di scavi che nel sono ancora aperti e che toccano km e km di estensione, sparsi fra la campagna e la collina testimonianze di periodi differenti.

Il Pretorio dove si svolgevano i processi della vita civile, affianca il tempio dedicato al culto della dea egizia Iside e di Serapide, e spostandosi di qualche metro si incontra il tempio dedicato al culto di Apollo. Recintate dal filo metallico sono custodite - piazzate come sono nel mezzo di una fattoria - da donne e uomini che coltivano la terra. Dopo l'epoca bizantina gli arabi nel X secolo riuscirono a ottenere il dominio dell'isola. Il culto della Dea Madre lungo un arco temporale che va dal paleolitico al neolitico.

Malta e i suoi templi di pietra. E' presente in segni energetici e vitalistici. Come hanno dimostrato gli studi di Marija Gimbutas, su centinaia di reperti raccolti in luoghi differenti e lontanissimi. Le due studiose usano il termine gilania, coniato da Riane Eisler. Questa cultura si trasforma con le incursioni dei popoli protoindoeuropei fra il e il a.

Gimbutas op. Glotz per esempio ritiene che il culto della dea madre rimanga e abbia testimonianze successive. In questi anni Marja Gimbutas e Riane Eisler sono state lette, anche se in ritardo, avviando studi di femministe italiane.

Le donne avevano uno speciale significato per la vita di Creta. Elegantissime vestivano abiti particolarmente vistosi, rivisitabili osservando la la dea dei serpenti. Queste donne le ritroviamo, giovani atlete che gareggiano con i tori e un compagno nelle scene delle taurocatapsie.

Ma ritornano protagoniste della vita sociale e lavorativa; le donne in alcuni sigilli sono raffigurate come artigiane.Dea Serpente, Creta, 5. E' la forza vitale, simbolo seminale, epitome del culto della vita su questa terra.

Non il corpo del serpente era sacro, ma l'energia emanata da questo animale che striscia o si raggomitola, energia che trascende i suoi limiti e influenza il mondo circostante. Il serpente era qualcosa di primordiale e misterioso, emerso dagli abissi delle acque dove la vita comincia.

Fonti: La Grande madre, E. Immagini: Dea Madte, Electa e numerose fonti online Inserito nel sito www. Ascia bipenne della cultura cretese, in oro finemente decorato. A sx, di sfondo: vaso cretese con decorazioni di asce e simboli vegetali. Iscriviti alla mailing liste riceverai mensilmente il nostro calendario lunare in omaggio.

Clikkando sulla luna, puoi tornare alla. Anche questa dea ricorda, per le sue incisioni, la figura del serpente Cucuteni, Romania, 4. Vaso per granaglie decorato con due serpentiElam, 3. A dx, di sfondo: Dea, Egitto predinastico, 3. Sia la Dea Uccello che la Dea Serpente, e la sintesi di ambedue, furono adorate in santuari specifici almeno dall'inizio del VI millennio a.

L'Ascia Bipenne o Labrys Attributo della Dea della Trasformazione cretese era la doppia ascia, o ascia bipenne, o labrys. La Dea Serpente Creta, 1. Figurina di Dea o di sua sacerdotessa durante il rito.

Particolare della Dea Serpente, Sopra a sx, di sfondo, il serpente sulla fronte di Tutankamon, Egittto. Dea Serpente Creta, anch'essa 1. Sotto, in trasp, serpente miceneo. Il famoso 'falso' di Dea serpente, rinvenuto durante gli scavi di Evans a Creta. Donna o sacerdotessa con un serpente in mano, affresco cretese.Le api davano un ottimo miele, lo zucchero del mondo antico, che sin dalla preistoria serviva a dolcificare cibi e bevande.

dea madre dei cretesi

I cretesi acquistavano rame, stagno, oro, argento, avorio; le materie prime venivano lavorate dagli artigiani locali e spesso riesportate sotto forma di prodotti finiti. Possiamo suddividere il Neolitico in due diversi periodi, uno iniziale Neolitico Aceramico ed uno finale Neolitico Ceramico. In questo periodo nascono anche le dimore reali differenziate da quella dei cittadini. Queste nuove strutture non avevano fortificazioni, che in seguito crollarono, forse per un forte terremoto.

Erano conosciuti ovunque come commercianti e marinai. Si possono distinguere tre fasi: fase palaziale, neopalaziale e micenea. La religione cretese era di tipo mitologico, come quella degli antichi Egizi. Le pareti dei palazzi cretesi erano splendidamente decorate con affreschi dai colori vivacissimi che mostrano scene gioiose della vita quotidiana, nella quale la natura ha un posto di tutto rilievo.

Sulle pareti del palazzo di Cnosso sono affrescate processioni religiose o scene di donne che partecipano a feste. Giovani uomini e donne, che lavoravano in squadra, cercavano a turno di afferrare le corna di un toro alla carica e di fare una capriola sulla sua schiena.

Gli uomini minoici indossavano perizomi e kilt, mentre le donne, abiti a maniche corte e gonne ornate con increspature e pieghettature. Le donne potevano anche indossare un corsetto aderente senza spalline, il primo indumento aderente noto nella storia.

Deve essere ricordato comunque, che altri tipi di vestiti possono essere stati indossati, dei quali non si hanno per ora testimonianze. Attorno al a. Ruolo centrale nella preparazione dei cibi spettava alle donne che, azionando una macina, polverizzavano ogni sorta di legume. In occasione delle feste erano soliti preparare delle crostate di carni e formaggi, ricoprendoli con farina. Preparavano dolci fatti prevalentemente a base di semola grossa, di fichi freschi e secchi, di mandorle e di semi di melone e di zucca.

Sulle loro tavole non mancava il vino. Era basata su una serie di regni a scarsa estensione, governati da re amici tra loro. I fenomeni naturali venivano spiegati e affrontati, con credenze animistiche e riti propiziatori.

Religione Cretese Micenea

La scrittura deriva da quella greca.Il nome di questa dea varia da popolo a popolo ma noi la chiameremo Dea Madre. In effetti, spesso la terra viene identificata colla Dea Madre, o come suo corpo o come suo dominio. A Malta invece pare che i sacerdoti di questa dea sfilassero con delle parrucche lunghe e vestiti con delle gonne.

Il fatto che il sacerdote avesse un ruolo sessuale non sempre ben definito, lo si riscontra anche presso gli sciamani della Siberia e del Nordamerica, quando lo sciamano, finito il cammino iniziatico, assume i vestiti dell'altro sesso o la sciamana si sceglie una compagna femmina.

Attestazioni dell'esistenza di una Dea Madre si ritrovano un po' dappertutto nell'Europa e nel Vicino Oriente tralasciando altri continenti : riportiamo qui una tabella dove possiamo trovare nome della dea e popolo adorante.

Dunque ne derivava che il figlio dovesse esser maggiormente grato e fedele nei confronti del padre che della madre. Con la comparsa dell'Uomo di Cro-Magnon, la prima specie riconoscibile come umana, intorno al Marija Gimbutas - Il linguaggio della Dea. James, "Antichi Dei Mediterranei", ed. Biasutti, "Razze e Popoli della Terra", ed. Eschilo, "Orestea".Posta un commento.

Qual era il popolo fortunato che abitava un isola tanto accogliente? Da dove proveniva? Gli storici non hanno ancora dato una risposta esauriente a questi interrogativi. O forse erano essi stessi elementi di questa migrazione premuti a loro volta da altri popoli. Situata in felice posizione geograficaal centro del mediterraneo orientale, essa divenne il punto focale dei traffici che si svolgevano intensi tra occidente ed oriente.

Un aspetto della vita cretese va sopra ogni altro sottolineato: il carattere pacifico del suo popolo.

dea madre dei cretesi

Prima di tutto. Pur essendo centro di traffici intensissimi, Creta era un isola facilmente difendibile: tutta la parte meridionale delle coste infatti era inaccessibile, le onde si frangevano sugli scogli strapiombanti con fragore presente e pauroso.

Come non trovare motivi di pace in un ambiente di questo genere? Come non impegnarsi in una convivenza pacifica e serena per tutti? Il pubblico seguiva con il cuore in gola il piroettare dei suoi beniamini ma non per questo amava di meno il toro, anche lui protagonista di uno sport del tutto eccezionale.

Alla vita attiva e dinamica, del resto, i Cretesi erano abituati da secoli. In ogno casa vi erano dei piccoli sacrari, dove venivano collocati simulacri scolpiti raffiguranti la dea atteggiata in diversi modi. Erano gesti che stavano a significare un omaggio personale al quale non era indispensabile un intermediario.

Ricche di animazione e di gaiezza erano invece le feste del raccolto. Le strade brulicavano di gentei loggiati delle case erano gremiti di folla lieta ed esultante. I giovani contadiniche formavano il grosso del corteoprocedevano in modo bizzarrosenza una regola fissaagitando fasci di spighesimbolo della loro fatica quotidiana, ma anche della loro vita semplice e serena. Le rovine che ancora restano ne sono testimonianza.

La parte a occidente comprendeva le stanze di cortela sala del trono, il sacrario e i locali adibiti agli scambi commerciali; non mancavano saloni di rappresentanza e magazzini. La famiglia del re era alloggiata nella parte orientale del palazzo. Ben selciate, ben tenute, con frequenti ponti che superavano avvallamenti e torrenti, esse diventarono, al pari delle vie del mare, le naturali arterie lungo le quali scorreva la linfa vitale che i commerci alimentavano in continuazione.

Molti restano ancora i misteri di questo popolomolte le vicende di cui ancora ben poco sappiamo. Verso il a. Alla sua forza gli abitanti di Creta ben poco avevano da opporre: non difese murarie, del tutto inesistenti nelle costruzioni create unicamente per la bellezza, non animi bellicosi, non armi.

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Come facciamo a sapere questo? La dea appare magra e al contempo sinuosa, con una lunga gonna a sette balze composte di tasselli colorati; al di sopra una sorta di grembiule a sella color bronzo e un particolare corpetto che le copre pudicamente le spalle con mezze maniche e le lascia scoperti i seni prosperosi, ben visibili e sostenuti; le braccia distese stringono nelle mani due serpenti, abitanti della terra e portatori di morte, suoi simboli; sopra un volto dagli occhi grandi e dal naso prominente, un copricapo sormontato da un gatto completa il tutto.

La Grande Madre era la stessa Creta minoica. Emozione Arte. Creta minoica e il culto della Dea Madre. La Dea dei Serpenti di Cnosso. Post recenti Mostra tutti. I musei virtuali. La cultura va avanti anche durante la pandemia.


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